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Riunione sindacale del 20.03.2017

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Verbale della Riunione Sindacale del 20 marzo 2017

Assente soltanto Nino Cataldo

Ricordo che ci saranno i seguenti corsi organizzati dall’OM il 20 maggio su ENPAM e pensioni ed il 8 giugno su certificazioni INAIL ed INPS (soprattutto le certificazioni INAIL sollevano tante perplessità all’interno del Direttivo.

Si parla prevalentemente e quasi esclusivamente della bozza regolamento dei CAP e delle possibili modifiche.

Apprezziamo che per 3 anni i CAP richiederanno una presenza in ambulatorio di 8 ore, non di 12 e non tutte in front-office ma che sia valido anche il tempo trascorso in studio per motivi che sono pur sempre legati al nostro lavoro, certificazioni, organizzazione ecc. Si affronta da subito il problema di Maniago. L’AAS chiede a Maniago di fare obbligatoriamente  gli orari di lavoro organizzati sui 5 giorni e non su 4 come da tempo e d’abitudine viene svolto il lavoro nel gruppo più importante di Maniago. In barba al ACN art. …. Paragrafo…. Si richiede assolutamente che non venga più lasciata una giornata per attività come le visite programmate e il consulto con specialisti come invece sta accadendo ora.

Notiamo subito che nel regolamento non si parla del nostro personale, le nostre segretarie ed i nostri infermieri non vengono citati mentre per noi, e per i nostri pazienti, rappresentano uno strumento insostituibile ed importantissimo.

La discussione si accende quando si parla dell’affitto dei locali dell’AAS. Siamo propensi ad accettare il pagamento di 250 euro per chi utilizza esclusivamente i locali dell’AAS e del CAP mentre esentare chi, pur facendo parte del CAP, utilizza anche ambulatori esterni.

Alcuni medici per motivi logistici, di casualità e per mantenere la diffusione capillare degli ambulatori sul territorio, dovranno sempre pagarsi tutte le spese di gestione dello studio (comprensive di affitto, telefono, luce, riscaldamento, pulizie, ecc.) mentre i fortunati che abitano in una zona più favorevole se la cavano con un piccolo (250 euro) contributo. Come sindacato dovremo farci carico nel tempo di codesta problematica!!! Nel tempo tutti gli  ambulatori dovrebbero passare in carico all’AAS.

Approvata all’unanimità l’ipotesi “A” a pag 3 si decide di pagare i 250 euro!!!

Affrontato anche il problema dell’IRAP, (art. 40???) sembra che se ci strutturiamo in più medici, c’è chi dice più di 8, sia previsto il pagamento dell’IRAP perché l’Agenzia delle Entrate utilizza il parametro di 8 per individuare una struttura complessa, pagamento previsto anche per l’utilizzo di strutture tecnologicamente avanzate. Chiedere all’AAS che venga affrontato ed inserito nel regolamento del CAP codesto problema. Noi siamo per l’evoluzione tecnologica ma contro il pagamento dell’IRAP.

Chiediamo di concordare e partecipare alle future modifiche ed evoluzioni dei CAP e pertanto chiediamo che venga scritto sul regolamento di consultarci per qualsiasi cambiamento organizzativo.

Tutelare i 10 anni di affitto per permettere il mantenimento dell’attività di MMG, senza che nessuno si trovi sulla strada.

L’attività libero professionale all’interno del CAP accende ancora il dibattito.

In conclusione il medico deve essere libero di svolgere la propria attività libero professionale, quella non strutturata che è permessa dall’ACN senza dover chiedere alcuna autorizzazione da parte dell’AAS. Ovvero l’ipotesi B senza autorizzazioni da parte del direttore di distretto. Ovviamente tranquillizziamo i responsabili dell’AAS che è impossibile organizzare attività complesse all’interno del CAP (leggi un ambulatorio odontoiatrico).

Per le sanzioni ad i medici che si comportano in maniera difforme ovviamente verrà interpellato l’Ordine dei Medici.

Presenteremo queste nostre osservazioni già alla prossima riunione con in Direttore Generale.

 

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